venerdì 28 marzo 2014

Dopo la Bologna Children's Book Fair...

Per un illustratore, la Children's book fair di Bologna è una specie di ultimo dell'anno: chi arriva preparato (megaportfolio, appuntamenti, elenco di editori interessanti e relativi stand, bottiglia d'acqua e panini) rimane immancabilmente deluso, più da se stesso che dalla fiera in sé, chi invece non si prepara per niente e va all'avventura, di solito ne ricava un mucchio di soddisfazioni. Quando la fiera finisce è il momento di tirare le somme, di fare un bilancio e di iniziare un "nuovo anno" colmo di buoni propositi.
Sono stata in fiera martedì con la mia cartella di cartone colma di disegni e di grandi speranze. Ho visto cose, sfogliato libri, incontrato persone, proposto progetti, salutato cari amici... ma, come sempre, sono tornata a casa con la sensazione di non aver visto abbastanza cose, di non aver sfogliato abbastanza libri, di non essermi proposta agli editori con sufficiente convinzione, etc etc...
Una volta a casa mi sono presa del tempo, finalmente. Prima della fiera il mio studio era un campo di battaglia: brandelli di disegni, matite spezzate, pennelli agonizzanti, barattoli di acqua sporca, tubetti di acrilico sanguinanti sparsi dappertutto... Mi sono presa del tempo, dopo un anno di duro lavoro, due giorni per riordinare lo studio e, con esso, le idee. Ne avevo bisogno.

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